APPROVATO IL DDL AEROSPAZIO. OPPORTUNITA’ ANCHE PER FORLI


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Durante l’approvazione del Ddl aerospazio al Senato, a Palazzo Madama ho rimarcato l’esperienza di Forlì, con il suo Tecnopolo e il Centro interdipartimentale di ricerca industriale (Ciri) sull’aeronautica. Intervenendo in aula ha sottolineato come in questo settore il tema della ricerca sia strategico e come sul nostro territorio ci si sia mossi per tempo.

L’Emilia-Romagna ha infatti affrontato il tema della ricerca con la realizzazione dei tecnopoli e della rete ad alta tecnologia utilizzando al meglio i fondi europei. A Forlì il Polo Tecnologico Aeronautico fornisce livelli di ricerca avanzati in tema di tecnologie aeronautiche e spaziali. E la sua presenza contribuisce alla creazione di una filiera, tra startup e imprese, in grado di portare innovazione e competere in un mercato sempre più globalizzato.

Quando parliamo di politiche aerospaziali non dobbiamo aver presente solo il lancio di satelliti o la partecipazione dei nostri straordinari astronauti alle missioni sulla Stazione spaziale internazionale, questi fatti noti al grande pubblico non sono che la punta di diamante di una vasta e articolata esperienza, ben presente nei territori, sia nel campo della ricerca che in quello industriale. Da qui l’importanza che il Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e alla ricerca aerospaziale, previsto dal Ddl, conosca e valorizzi anche queste realtà, che possono contribuire in modo significativo alla crescita e allo sviluppo della ricerca e dell’industria italiana.

Il Disegno di Legge, approvato all’unanimità dal Senato, intende assicurare il coordinamento delle politiche spaziali e aerospaziali e l’efficacia delle iniziative dell’Agenzia spaziale italiana; per questo motivo, si attribuisce al Presidente del Consiglio dei ministri la direzione, la responsabilità di indirizzo politico e il coordinamento delle politiche dei Ministeri relative ai programmi spaziali e aerospaziali. Parliamo di un settore sempre più strategico per l’innovazione nell’industria oltre che in tema di sicurezza e difesa. La rilevanza e le ricadute su molti altri settori delle politiche aerospaziali richiedono un coordinamento non sporadico e un approccio di sistema. Il Comitato interministeriale, vera e propria cabina di regia per le politiche aerospaziali, dovrà in primo luogo definire le priorità di ricerca e gli investimenti pubblici del settore, incentivando le cooperazioni finanziarie tra pubblico e privato e promuovendo accordi di programma per il finanziamento di infrastrutture e servizi. La cabina di regia dovrà poi favorire lo sviluppo e il potenziamento tecnologico delle Pmi e promuovere il trasferimento di conoscenze dal settore della ricerca ai servizi di pubblica utilità, con particolare riferimento ai settori dell’ambiente, del trasporto, dell’agricoltura e delle telecomunicazioni. Il Comitato interministeriale svolgerà anche compiti importanti in relazione all’Agenzia spaziale italiana, che in questo campo avrà un ruolo di indirizzo e supporto per la definizione di accordi internazionali e nelle relazioni con organismi spaziali internazionali, assicurando il coordinamento dei programmi dell’Agenzia con le attività delle amministrazioni sia centrali che periferiche.

L’industria italiana è la quarta in Europa e la settima nel mondo in questo settore. Dal 2008, nonostante la crisi econominca, il fatturato ha avuto un incremento del 43%, con ricavi per 13 miliardi di euro, di cui 7 miliardi derivanti dall’export. Quello dell’aerospazio è un settore strategico in termini economici ed occupazionali, genera conoscenze, nuovi prodotti e innovazione che contribuiscono alla competitività e alla creazione di nuova e qualificata occupazione.

(25/05/2017)