CASA ITALIA, RENZO PIANO HA APERTO I LAVORI IN SENATO


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Giovedì 28 settembre in Senato si è aperta – alla presenza del premier Matteo Renzi – la discussione sul progetto Casa Italia. Durante l’avvio della discussione è intervenuto il senatore a vita Renzo Piano, che il primo ministro aveva incontrato anche all’indomani del terribile sisma che ha colpito il Centro Italia.

Vi riporto le parole del grande architetto, che ho avuto il piacere di incontrare prima dell’inizio dei lavori in Senato. “L’Italia si è assuefatta alla bellezza dei suoi mille borghi e centri città. Un patrimonio dell’umanità che abbiamo ereditato e del quale siamo responsabili perché dobbiamo lasciarlo ai nostri figli”. Da senatore a vita – ha detto Renzo Piano – ho l’onore di difendere fin che vivo questo progetto. Da senatrice, sottolineo io, appoggerò con grande convinzione il suo intento, che è anche mio: sul tema della messa in sicurezza del patrimonio edilizio occorre avviare un progetto di lungo periodo, che impegni più generazioni.

Anche per questo ho sottoscritto con convinzione una mozione con importanti proposte su Casa Italia. Serve un cambio di approccio, anche culturale, perché occorre abbandonare il concetto di fatalità quando si parla di terremoto. Il punto di partenza deve essere la diagnostica, poi occorre intervenire con una cantieristica leggera. Dobbiamo occuparci di 10 milioni di case da mettere in sicurezza. Le risorse devono essere indirizzate a micro finanziamenti che rientrano immediatamente in circolo. Un grande lavoro di rammendo del nostro tessuto edilizio.

Il documento che abbiamo approvato in Senato parte da quanto successo il 24 agosto scorso, quando il sisma ha provocato 298 vittime e 386 feriti, provocando danni ingenti nei Comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. Secondo i dati ufficiali del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, sono 4.454 le persone assistite ospitate nei campi e nelle strutture allestite allo scopo, tra Lazio, Umbria e Marche.

Per avviare la ricostruzione è necessario stanziare, già dalla prossima sessione di bilancio e per i prossimi anni, risorse adeguate, tenendo conto della recente stima dei danni quantificata in circa 4 miliardi di euro e prevedendo la fondamentale collaborazione con gli enti territoriali interessati dagli eventi sismici del 24 agosto scorso.

Con il documento su Casa Italia approvato dalla maggioranza in Senato abbiamo impegnato il Governo a sostenere una rapida conclusione dell’iter parlamentare dell’AS 2068 (riordino delle disposizioni legislative in materia di sistema nazionale della protezione civile). E poi a orientare la procedura di ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 24 agosto attorno a 5 imperativi chiave:

a) qualità massima ed efficienza degli interventi, con il massimo rispetto possibile dell’identità dei luoghi e degli edifici, evitando di dislocare le nuove costruzioni in zone nuove e di disgregare le comunità locali, e operando nel rispetto dell’ambiente, dell’identità architettonica preesistente e della tutela del paesaggio;

b) democrazia, attraverso una responsabilizzazione delle comunità locali e di tutti i livelli istituzionali presenti, facendo affidamento sugli eletti;

c) trasparenza, per mezzo di piattaforme informatiche per la gestione di tutte le risorse e la rendicontazione puntuale e continua degli interventi;

d) legalità, attraverso la creazione di meccanismi di selezione e controllo delle imprese incaricate dei lavori per una ricostruzione “mafia free “;

e) equità, ovvero corresponsione del dovuto ai cittadini, alle imprese, agli enti delle comunità colpite, senza un euro in più, ma senza neanche un euro in meno;

Inoltre abbiamo chiesto di definire in tempi rapidi i contenuti e le misure da inserire nel progetto “Casa Italia”, partendo da un piano nazionale di prevenzione antisismica fondato su tre fasi: monitoraggio e diagnostica, adozione del fascicolo di fabbricato e adozione della certificazione sismica obbligatoria. Casa Italia deve avere gli strumenti finanziari sin dal 2017 e si deve considerare l’estensione del meccanismo di efficientamento energetico dei condomini anche alla messa in sicurezza antisismica.

(30/09/2016)