TECNOPOPOLO A CESENA, INAUGURATO IL CIRI AGROALIMENTARE


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Oggi ho partecipato all’inaugurazione del Tecnopolo a Cesena che con i suoi laboratori innovativi e i suoi appassionati ricercatori darà un contributo fondamentale alla ricerca nel settore agroindustriale. Un giorno straordinariamente importante non solo per la città di Cesena ma per tutta la Romagna e per tutto il Paese.

Formazione, ricerca, innovazione sono i pilastri sui quali dobbiamo fondare un nuovo tipo di sviluppo, capace di creare benessere e buona occupazione.

Un giorno straordinariamente importante anche a livello personale, perché a questo progetto ho lavorato con tenacia e convinzione fin dalla sua ideazione nel 2008 lavorando per la Provincia di Forlì-Cesena sui finanziamenti europei per la ricerca. Non tutti ci credevano allora, oggi è stato bello vedere tanta partecipazione intorno a questa realizzazione strategica.

Da un punto di vista operativo, i lavori sono stati avviati nell’aprile del 2014 e hanno  visto sorgere a fianco di Villa Almerici (sede del Campus di Scienze degli Alimenti) una struttura di circa 1160 mq all’interno della quale sono stati realizzati i laboratori per la ricerca agroalimentare.

L’importo complessivo dell’intervento ammonta a 2 milioni e 860mila euro, di cui 2 milioni arrivati dalla Regione grazie al finanziamento dell’Unione Europea, mentre la parte rimanente è stata  coperta dal Comune di Cesena. Qui si è insediato il CIRI (Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale) Agroalimentare, che ha il compito di sviluppare i programmi di ricerca imperniati sull’area di processo, alimenti, consumi e salute e su bioanalitica, bioattività, microbiologia e valorizzazione di microrganismi a fini industriali, e del CIRI ICT, rivolto all’applicazione all’infomobilità, alla localizzazione e al food.

A portare avanti  l’attività di ricerca una quarantina di docenti e ricercatori dell’Università di Bologna affiancati da una ventina di assegnisti di ricerca con uno specifico incarico per il CIRI.Già in questa primissima fase, il Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale di Cesena ha già avviato contatti con varie realtà del settore agroalimentare, da Carpigiani a Coop, da Pizzoli a Olitalia, da  Barilla a De Longhi, da Orogel ad Apofruit.

La peculiarità e l’innovatività del Ciri agroalimentare ruotano attorno alla visione integrata dell’alimento come sequenza di interventi (scelta delle materie prime e degli ingredienti, formulazione, fermentazione o processo tecnologico, imballaggio, scelta delle condizioni di conservazione o maturazione appropriate) calibrati in modo da programmare e prevedere la sicurezza, la qualità organolettica e nutrizionale nonché la shelf-life del prodotto.

Per questo le competenze tecnologiche, microbiologiche, analitiche e nutrizionali – presenti all’interno del Ciri agroalimentare – sono integrate per fornire all’industria non solo un servizio ma un supporto per tutte le fasi della produzione e innovazione anche attraverso un approccio integrato.

Gli ambiti di ricerca riguardano la bioanalitica, la bioattività, la microbiologia e la valorizzazione di microrganismi a fini industriali, mentre l’area di processo riguarda gli alimenti, consumi e salute. I settori di impatto della ricerca spaziano dal lattiero-caseario, l’enologico, l’industria delle bevande, l’industria conserviera, i gelati e i surgelati.

(06/05/2016)