CLIMA, FIACCOLATA “IN DIFESA DEL FUTURO”


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Sul clima non si scherza. Arrivare agli accordi di Parigi, l’intesa raggiunta durante la Conferenza sul clima nel 2015 da 195 Paesi e poi ratificata l’anno successivo, non è stato affatto facile. Quello del Cop21 è un accordo internazionale che spinge i Paesi sottoscrittori a un impegno collettivo per salvaguardare il clima mondiale e ora che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di non rispettare quegli accordi il rischio è di rimettere tutto in discussione.

Cosa che non ci possiamo permettere e per questo il Partito Democratico martedì 6 giugno ha promosso 100 fiaccolate in altrettante piazze d’Italia per dare un messaggio di unità e rispetto verso l’ambiente. Insieme ad alcuni amici del PD di Cesena ho partecipato e sono intervenuta alla fiaccolata di Forlì.

Le 100 fiaccolate sono state una manifestazione e un segno di impegno importante. Perché dopo la decisione di Trump tutti noi dobbiamo fare di più: non possiamo lasciare solo ai Governi la responsabilità di lavorare per gli accordi di Parigi, ma vogliamo coinvolgere più persone possibili. Perché, come ha detto il segretario Matteo Renzi, “Il futuro ci riguarda, il futuro ci appartiene. Il futuro noi lo difendiamo”.

Gli accordi di Parigi, lo ricordo, puntavano a limitare l’aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2°C riducendo le emissioni. Il significato di quell’accordo, fortemente voluto dall’Unione Europea, non è solo per noi ma è per i nostri figli.
Vi ripropongo i punti che sono stati al centro della manifestazione “In difesa del futuro“.

  • La scienza è chiara: i cambiamenti climatici sono in atto e dipendono dall’uso dei combustibili fossili e cioeÌ carbone, petrolio e gas;
  • il tempo stringe ed esiste il rischio di non fare in tempo;
  • già 1°C in più rispetto a prima della rivoluzione industriale e gli impatti fanno vittime; dobbiamo rimanere entro i 2°C di aumento della temperatura media globale o meglio entro 1 grado e mezzo per evitare catastrofi;
  • la chiave è lavorare insieme e ognuno per la propria parte: ognuno può fare la differenza e i paesi devono accordarsi per darsi regole nuove, per passare all’energia pulita e realizzare la decarbonizzazione;
  • a Parigi 195 paesi hanno firmato un accordo storico per il clima che fissa il percorso per rimanere ben al di sotto di 2°C di aumento e puntare a 1,5°C e, insieme a questo, decisiva è l’agenda per lo sviluppo sostenibile al 2030 per unire giustizia ambientale e rispetto per la dignità di ogni essere umano;
  • efficienza energetica, rinnovabili, nuove reti, innovazione tecnologica, mobilità sostenibile, città intelligenti, industrie a emissioni zero, agricoltura sostenibile: c’è una rivoluzione di opportunità economiche da cogliere e un pianeta da salvare per noi e per i nostri figli;
  • attuare l’accordo di Parigi per il clima significa costruire il futuro e su questo faremo solo passi avanti.

Non c’è un piano B perché non c’è un pianeta B

(07/06/2017)