CODICE ANTIMAFIA, VIA LIBERA DAL SENATO


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Trentasei articoli suddivisi in sette capi. In Senato abbiamo approvato il nuovo Codice Antimafia, un provvedimento molto importante che migliorerà l’azione di prevenzione e contrasto alle mafie e la gestione dei beni confiscati.

Sono orgogliosa del nostro impegno contro la criminalità organizzata, di aver approvato norme che garantiscono strumenti più efficaci per combatterla. Il lavoro del Parlamento valorizza le tante forze civili e sociali che danno un contributo importante per la legalità, dimostrando la tenace volontà di combattere la criminalità mafiosa adeguando le azioni ed i mezzi di contrasto. Forze sociali che anche in Romagna ben conosciamo, grazie al prezioso lavoro di associazioni come Libera.

Questa nuova normativa nasce da un lavoro iniziato sui territori, con la presentazione della legge di iniziativa popolare di modifica del codice antimafia promossa da migliaia di associazioni. Un lavoro proseguito poi in Parlamento e che in Senato abbiamo ulteriormente migliorato: ora il testo potrà tornare a Montecitorio per il sì definitivo.

Sono passati trentacinque anni dall’approvazione della legge Rognoni-La Torre, che ha consentito il sequestro preventivo dei patrimoni dei mafiosi, colpendo le mafie nel punto di maggiore sensibilità e restituendo alla collettività ciò che è stato loro sottratto.

Dopo trentacinque anni occorreva aggiornare e riformare l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata per evitare distorsioni, gestire le banche dati, asssicurare personale stabile, qualificato e sufficiente per svolgere le mansioni attribuite, cambiare le procedure di intervento sulle aziende sequestrate per gestire quelle in grado di stare sul mercato, salvaguardando il lavoro per le persone perbene.

Il Codice antimafia interviene sui sequestri giudiziari per evitare abusi e distorsioni, migliorare la capacità di governo delle imprese e consente di amministrare al meglio e in modo trasparente un patrimonio che, grazie al grande lavoro di magistrati e Forze dell’ordine, diventa sempre più consistente; una ricchezza che non puo essere lasaciata inutilizata ma va invece valorizzata per il bene delle comunità locali.

La legge Rognoni – La Torre nasce da un’intuizione: colpire i patrimoni con i sequestri preventivi e le confische per contrastare e combattere i reati di mafia. Oggi il Parlamento europeo e molti Paesi europei guardano a queste misure patrimoniali preventive come a uno strumento indispensabile per la lotta alla criminalità e si propongono di introdurle anche nei loro Paesi, anche con una direttiva europea.

Il disegno legge approvato oggi estende le stesse misure di prevenzione personali e patrimoniali per i reati gravi contro la pubblica amministrazione. Tra l’altro, i reati contro la Pa, a partire dalla corruzione, sono spesso segno di una situazione di diffusa illegalità, in cui le mafie si insinuano. Anche l’estensione delle misure di prevenzione al terrorismo – contenuta in questo disegno di legge – è decisiva per contrastarlo.

Un’altra cosa importante è quella delle interdittive, una normativa tra le più efficaci nella lotta alla mafia. Le inchieste sulla criminalità mafiosa, da quella in Emilia fino a tutte quelle sulle mafie al Nord, parlano del tentativo delle mafie di entrare e insediarsi nell’economia legale e di imprese infiltrate dalle mafie. Grazie alle interdittive, agli accessi ai cantieri, al lavoro delle Prefetture, stiamo contrastando con successo i tentativi della ‘ndrangheta e soci di penetrare nelle grandi opere. Occorre salvaguardare le imprese sane, evitando una concorrenza sleale e condizionata dalle mafie.

Il nostro impegno in questa legislatura ha dimostrato come le misure approvate abbiano dato più forza e più strumenti allo Stato per la lotta alle mafie: la modifica dell’articolo 416-ter, con l’introduzione del voto di scambio (voti in cambio di favori) che, come ha confermato la Direzione nazionale antimafia, ha prodotto risultati positivi; la reintroduzione del falso in bilancio, la cui abolizione aveva chiaramente reso più difficile combattere corruzione e capitali mafiosi; l’introduzione del reato di autoriciclaggio, la legge anticorruzione ed il Codice degli appalti.

Lo Stato può sconfiggere le mafie. La magistratura e le Forze dell’ordine, alle quali va il nostro ringraziamento, sono sempre impegnate e i risultati delle ultime settimane lo confermano: 60 arresti di mafiosi l’altro giorno, 116 arresti martedì sulla costiera ionica, gli arresti dei capi ‘ndrangheta a Platì e a San Luca, proprio nei santuari della ‘ndrangheta. Sono risultati molto importanti, significativi dell’impegno dello stato contro le mafie. Un impegno che vogliamo ancora più forte anche attraverso questo provvedimento.

(06/07/2017)