CONCESSIONI BALNEARI, IL SENATO APPROVA LA MOZIONE DEL PD


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Oggi il Senato ha approvato una mozione del Partito Democratico per far chiarezza sul futuro delle concessioni demaniali marittime. Un atto, che ho sottoscritto insieme ad alcuni colleghi, volto a garantire un periodo transitorio adeguato per le concessioni in essere, che tenga conto degli investimenti immobiliari e infrastrutturali già effettuati dagli operatori.

Sollecitato da questa mozione, il Governo si è impegnato ad adottare, già nelle prossime settimane, un provvedimento di indirizzo e di iniziativa legislativa, attraverso una legge delega, che recepirà le indicazioni arrivate dalla discussione in Aula. Il Governo ha preso atto della necessità di trovare una soluzione che tuteli davvero il nostro sistema turistico balneare, unico in Europa.

Il Pd ha lavorato per difendere questo sistema e per introdurre il cosiddetto “doppio binario”, cioè una normativa che preveda una fase transitoria di lungo periodo nel corso del quale gli attuali gestori vedrebbero garantito il principio della tutela dell’affidamento connesso all’ammortamento degli investimenti effettuati e il rinnovo delle concessioni in essere; mentre le nuove concessioni seguiranno procedure di evidenza pubblica. Un percorso caldeggiato anche dalle associazioni di categoria.

Nel periodo in questione, l’Agenzia del Demanio dovrà predisporre una ricognizione su tutto il territorio nazionale dei beni demaniali marittimi disponibili e non ancora utilizzati a fini turistico ricreativi, mentre i Comuni costieri dovranno aggiornare o predisporre i Piani di utilizzo degli arenili. Questo tempo consentirà al Governo di agire in sede europea, sensibilizzando l’Ue sulle peculiarità che caratterizzano le imprese del settore turistico-balneare in Italia e per le quali potrebbero essere individuate soluzioni differenti rispetto a quelle previste dalla Direttiva servizi. C’è un lavoro che si può e si deve fare insieme alle Regioni e ai Comuni, sarebbe da valutare, e la legge delega annunciata dal Governo potrebbe andare in questa direzione, una ridefinizione di competenze nella riscossione dei canoni di concessione, da affidare ad esempio ai Comuni, assegnando loro non solo la riscossione, ma anche la disponibilità di queste risorse.

L’incertezza normativa sulle concessioni demaniali marittime si trascina ormai da troppi anni e sul comparto turistico sta già avendo un effetto negativo, con un rallentamento degli investimenti da parte degli operatori balneari. Ciò mette a rischio la qualificazione del nostro settore turistico. Gli stabilimenti balneari, in zone come la Costa Romagnola, sono strutture frutto di importanti investimenti basati sulla lunga durata delle concessioni demaniali e su una passione per questo lavoro che si è tramandata da generazione in generazione. La Direttiva Bolkenstein mette in discussione un sistema tipicamente italiano. E l’Europa non può non tenere conto delle peculiarità che questo settore ha nel nostro Paese. L’Europa, che ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia, non ha però battuto ciglio con altri Stati, come Spagna e Portogallo, dove sono state prolungate le concessioni o mantenute forme di preferenza in favore dei concessionari uscenti.

Spiace che il M5S si sia espresso così negativamente sui concessionari, generalizzando un’intera categoria e non facendo alcuna distinzione tra la maggioranza di loro, professionisti rispettosi delle regole, e una minoranza che purtroppo con i suoi comportamenti deprecabili rovina l’immagine dei concessionari balneari d’Italia.

(22/06/2016)