CONTRASTO ALLA POVERTA’, UNA LEGGE CHE FA STORIA


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Nella seduta del 9 marzo il Senato ha approvato definitivamente una legge straordinariamente importante, perché per la prima volta nel nostro Paese ci dotiamo di una misura universale di contrasto alla povertà: con il disegno di legge che disciplina la delega al Governo concernente il contrasto a questo fenomeno, si prevede uno stanziamento di quasi due miliardi di euro.
Si tratta di una prima forma strutturale di reddito d’inclusione che andrà a tutte le persone in età lavorativa prive dei mezzi necessari per una vita dignitosa. Sono orgogliosa di questo risultato voluto fortemente dal Partito Democratico, che integra e rinnova le politiche sociali del nostro Paese.
Il provvedimento prevede il riordino delle relative prestazioni assistenziali e il coordinamento del sistema degli interventi in materia di servizi sociali. Entro sei mesi il Governo dovrà quindi emanare uno o più decreti legislativi per introdurre una misura di contrasto della povertà assoluta (reddito di inclusione); per riordinare le prestazioni di natura assistenziale; per rafforzare e coordinare gli interventi dei servizi sociali garantendo in tutto il territorio nazionale i livelli essenziali delle prestazioni.

Saremo in grado di dare finalmente una risposta di sistema alle tante situazioni concrete di povertà nel nostro Paese. Le dotazioni previste consentono di intervenire, a regime, a favore di circa 400-500.000 nuclei familiari, ovvero di circa un milione e mezzo di persone. Si comincerà da quelle maggiormente in difficoltà, con l’impegno – assunto in Parlamento – di incrementare le risorse e il numero dei beneficiari. E questo nuovo provvedimento fa seguito ai precedenti impegni: il miliardo stanziato nel 2016 con la Legge di stabilità, risorse salite a 1,6 miliardi con la Legge di bilancio 2017 e che arriveranno a 2 miliardi contando i fondi per l’acquisto di derrate alimentari e quelli europei destinati al potenziamento dei servizi sociali.

Nel sistema nazionale di protezione sociale erano rimasti fuori finora i disoccupati involontari di lungo periodo e le famiglie con figli a carico e genitori in condizioni di incapienza. Sono prioritariamente queste le situazioni di particolare vulnerabilità nelle quali si interviene con il reddito di inclusione.

Si tratta quindi di un provvedimento importantissimo: insieme alla questione del lavoro quello del contrasto alla povertà deve essere, a mio avviso, la priorità di Governo e Parlamento. Nella consapevolezza che su questo fronte è fondamentale il lavoro dei Comuni, in forma singola e associata, e lo straordinario impegno di milioni di volontari dei vari enti di Terzo settore.

Certo la povertà si batte con il lavoro, non con i sussidi. Per questo dobbiamo con ogni mezzo continuare a sostenere la crescita economica e la nascita di nuovi posti di lavoro, avviando in parallelo per le persone disoccupate un grande programma nazionale per assicurare il diritto al lavoro di cittadinanza.

(10/03/2017)