REATO DI DEPISTAGGIO, UN PASSO IN AVANTI PER GARANTIRE LA VERITA’


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Il 26 maggio in Senato abbiamo approvato il disegno di legge che introduce il reato di depistaggio. Una norma importantissima perché inserisce nel Codice Penale questa nuova fattispecie di delitto: la frode in processo penale e depistaggio, punibile con una pena fino a 12 anni di carcere per i pubblici ufficiali infedeli.

Il provvedimento è davvero rilevante, perché colpisce chi – da servitore dello Stato – ostacola l’accertamento della verità. Il testo prevede una serie di specifiche aggravanti, per esempio nei casi di depistaggio su reati di mafia e terrorismo, di sequestro e strage. Se da una parte ci sono queste aggravanti, dall’altra sono state previste delle attenuanti per chi aiuta a ripristinare la verità.

Ora il disegno di legge passa all’esame finale della Camera. Speriamo di avere entro la fine dell’estate uno strumento decisivo per arrivare alla verità e garantire la giustizia alle vittime di reato.

E’ un cambiamento storico che rivoluziona l’articolo 375 del Codice Penale. L’attuale legislazione, infatti, non prevede uno specifico reato di depistaggio, ma una serie di disposizioni che puniscono la condotta di coloro che, in vario modo, intralciano la giustizia: basti pensare alla falsa testimonianza, alla calunnia e all’autocalunnia, al favoreggiamento personale, al falso ideologico, alle false informazioni al pubblico ministero.

Ora viene per la prima volta introdotto il depistaggio, un comportamento omissivo, volto con diverse modalità ad ostacolare l’acquisizione della prova o l’accertamento dei fatti nel processo penale. Tale reato è tuttavia ancor più grave degli altri in quanto compiuto da un pubblico ufficiale o comunque da un incaricato di un pubblico servizio.

Con questo provvedimento si punisce con la reclusione da tre a otto anni il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che compia una delle seguenti azioni, finalizzata ad impedire, ostacolare o sviare un’indagine o un processo penale:

  • immuta artificiosamente il corpo del reato ovvero lo stato dei luoghi, delle cose o delle persone connessi al reato;
  • richiesto dall’autorità giudiziaria o dalla polizia giudiziaria di fornire informazioni in un procedimento penale, afferma il falso o nega il vero, ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali viene sentito.

 

La pena da applicare è aumentata da un terzo alla metà se il fatto è commesso mediante distruzione, soppressione, occultamento, danneggiamento, in tutto o in parte, ovvero formazione o artificiosa alterazione, in tutto o in parte, di un documento o di un oggetto da impiegare come elemento di prova o comunque utile alla scoperta del reato o al suo accertamento.

Infine la frode processuale (374 cp) ora punita con il carcere da sei mesi a tre anni viene sanzionata con la reclusione da 1 a 5 anni.

(11/06/2016)