ECONOMIA, ECCO L’ITALIA CHE CRESCE


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Finalmente possiamo parlare di ripresa strutturale. Da mesi i diversi indicatori economici che fotografano la situazione dell’Italia sono con il segno più: il Paese ha agganciato la ripresa globale e gli effetti delle riforme messe in atto dai governi Renzi e Gentiloni si stanno facendo sentire. Politiche che hanno incentivato gli investimenti – sia pubblici che privati – hanno rimesso in moto l’economia e questo lo possiamo toccare con mano nella ripresa dei consumi, nell’aumento del Pil, nella diminuzione della disoccupazione, nell’aver archiviato la deflazione e più in generale, guardando la fiducia di famiglie e imprese, anche per il futuro le previsioni sono positive.

Il Piano Industria 4.0 ha dato una scossa importante all’economia, ha spronato l’industria a investire e a innovare. L’azione politica ha prima iniettato fiducia e poi mosso investimenti: gli indicatori ci dicono che le scelte fatte, dal Jobs Act all’Industria 4.0, hanno rimesso in carreggiata l’Italia. A proposito di indicatori, vi riepilogo gli ultimi dati sulla nostra economia.

LAVORO

La disoccupazione è scesa sotto l’11%: le ultime rilevazioni Istat parlano del 10,9 (-0,6 rispetto allo scorso anno) e prima dell’introduzione del Jobs Act era oltre il 13%. Il mercato del lavoro si presenta più dinamico: cresce l’occupazione e diminuisce la disoccupazione. Ora bisogna concentrarsi sui giovani, per abbattere anche la disoccupazione giovanile, e puntare a rendere sempre più stabile il lavoro. Il tasso di occupazione delle donne sale al 49,1%, registrando un +0,6% in un anno, segnando così il livello più alto registrato nelle rilevazioni iniziate nel 1977.

PIL

Nel secondo trimestre del 2017 l’economia italiana ha registrato una crescita del Pil pari allo 0,4% in termini congiunturali e all’1,5% su base annua mentre nel complesso, l’economia dei Paesi dell’area Euro è cresciuta dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e del 2,2% nel confronto con lo stesso trimestre del 2016. I segnali di consolidamento dell’espansione dei livelli di attività economica, particolarmente significativi nell’industria e nei servizi, sono associati a un assorbimento di lavoro da parte del sistema produttivo che continua a espandersi in linea con la dinamica del Pil: le ore complessivamente lavorate crescono dello 0,5% sul trimestre precedente e dell’1,4% su base annua, confermando l’elevata intensità occupazionale della ripresa in corso.

EXPORT

Nel secondo trimestre 2017, rispetto ai tre mesi precedenti, l’export risulta in crescita per le regioni nord-occidentali (+2,6%) e per l’Italia centrale (+1,8%) mentre è in diminuzione per l’Italia meridionale e insulare (-1,9%) e per le regioni nord-orientali (-0,4%). Rispetto ai primi sei mesi del 2016, nel periodo gennaio-giugno 2017 si rilevano dinamiche di crescita dell’export intense e diffuse. A fronte di un aumento medio nazionale dell’8%, l’incremento delle vendite sui mercati esteri risulta di maggiore intensità per le regioni delle aree insulare (+36,2%), nord-occidentale (+9,1%) e centrale (+8,8%). E’ comunque sostenuto per le regioni dell’area nord-orientale (+5,6%) mentre risulta più contenuto per l’area meridionale (+0,5%). Tra le regioni che forniscono il più ampio contributo positivo alla crescita tendenziale delle esportazioni nazionali si segnalano: Lombardia (+7,4%), Piemonte (+11,3%), Emilia-Romagna (+6,4%), Veneto (+6,1%), Lazio (+15,5%) e Toscana (+8,8%). Il balzo in avanti in un settore centrale della nostra economia come le esportazioni dimostra che il Paese sta mettendo a frutto le riforme attuate negli anni scorsi. Il Made in Italy si rafforza e l’Italia può ora puntare a una ripresa definitiva, anche se i dati del Sud non sono ancora soddisfacenti, a dimostrazione che la guardia va tenuta alta e che la politica deve impegnarsi ancora di più per favorire anche in quelle aree la crescita.

PRODUZIONE INDUSTRIALE

I dati di luglio diffusi da Eurostat confermano il buon andamento del settore industriale nel nostro paese. Per il secondo mese consecutivo l’Italia risulta l’economia con la più forte crescita tendenziale tra i cinque maggiori paesi dell’Unione Europea. A luglio 2017 su luglio 2016 l’indice è aumentato in termini tendenziali del 4,4%, un tasso di espansione che ci colloca davanti a Germania, Francia, Spagna e Regno Unito. Nella media dei primi sette mesi dell’anno la produzione è aumentata del 2,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

INFLAZIONE

Nel mese di agosto l’indice nazionale dei prezzi al consumo aumenta dello 0,3% su base mensile e dell’1,2% rispetto ad agosto 2016 (era +1,1% a luglio), confermando la stima preliminare. La lieve ripresa dell’inflazione si deve principalmente ai prezzi dei Beni energetici non regolamentati, la cui crescita si porta a +4,3% (da +2,1% del mese precedente) e alla dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+4,4%, in accelerazione dal +3,2% di luglio).

BONUS 80 EURO

In tanti lo hanno criticato, ma il bonus degli 80 euro introdotto dal governo Renzi ha fatto bene all’economia italiana. Secondo uno studio di tre economisti di Bankitalia, pubblicato nei working papers della Banca centrale europea, il bonus è stato speso per più della metà in alimentari e trasporti. I consumi delle famiglie, in poche parole, sono stanti incentivati. Soprattutto per i nuclei a basso reddito.

(14/09/2017)