ECONOMIA, L’ITALIA RIPARTE


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L’Italia riparte. L’economia del nostro Paese sta mostrando segnali positivi, non più timidi accenni di una possibile ripresa ma concreti risultati di crescita che ci permettono di guardare con più ottimismo al futuro.

La situazione economica più favorevole è fotografata anche dal Fondo Monetario Internazionale, che ha rivisto al rialzo le stime di crescita per l’Italia, portando a +1,3% il Pil del 2017 e a +1,0% quello del 2018. I due dati salgono rispettivamente di 0,5 punti percentuali per l’anno in corso e di 0,2 punti percentuali per il prossimo.

Anche dall’Istat arrivano buone notizie sul fatturato dell’industria e sull’incremento degli ordinativi industriali su base annua. Entrambi gli indicatori sono molto positivi: ordini su del 13,7% ed export extra Ue in crescita del 9,1% dall’inizio dell’anno. A maggio, poi, l’industria ha registrato un incremento congiunturale del fatturato pari al 1,5% e per l’alimentare il dato parla di un aumento del 7,8% su base annua.

L’Italia si è dunque rimessa in moto. Le misure prese dal Governo Renzi prima e ora dall’esecutivo guidato dal premier Paolo Gentiloni sono state giuste: il Partito Democratico ha deciso di puntare sugli investimenti, sull’innovazione, su una nuova concezione di industria e sull’internazionalizzazione delle nostre imprese.
Il Piano industria 4.0 e il Piano straordinario sul Made in italy stanno dimostrando di essere validi strumenti di innovazione e di crescita per l’economia italiana.

Scendendo a livello locale, poi, incontriamo altri dati che ci fanno ben sperare anche per i nostri territori, che sono protagonisti di questa crescita del sistema Paese. L’Emilia-Romagna, infatti, è la prima regione d’Italia per crescita (pil a +1,4%) davanti a Lombardia e Veneto e la disoccupazione è scesa di due punti percentuali in due anni (dal 9% al 6,9%). Qui, a giocare un ruolo importante, è stato anche il Patto per il lavoro voluto dal governatore Stefano Bonaccini, che con la giunta regionale si è messo in gioco per affrontare la competizione globale e mettere in rete imprese, associazioni e istituzioni. Un percorso virtuoso che sta dando i suoi frutti e che nel futuro si concentrerà su due temi specifici: la disoccupazione giovanile e la crescita economica disomogena tra i vari territori.

A Forlì-Cesena, i dati diffusi recentemente dalla Camera di Commercio della Romagna, confermano una progressiva ripresa. L’ente camerale rileva che “nonostante una flessione nel numero di imprese attive, prosegue la crescita della produzione industriale – con valori diffusamente positivi nei principali comparti del settore manifatturiero e in particolare nelle imprese di maggiori dimensioni – qualche lievissimo segnale di attenuazione della criticità nel settore delle costruzioni, una performance ottima delle esportazioni del primo trimestre e buoni risultati dal comparto turismo (arrivi e presenze) per i primi mesi dell’anno. Tra le note negative va sottolineato il perdurare delle difficoltà del commercio e il calo dei prestiti alle imprese e l’elevata incidenza delle sofferenze bancarie”.

Per gli scenari elaborati da Prometeia si prevede un aumento del valore aggiunto provinciale dell’1,1% per il 2016 e dell’1,2% per il 2017, trend in linea con quello regionale.

Note positive per le attività manifatturiere: su base annuale (1° trimestre 2017: media degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti) gli indicatori segnalano valori in aumento: produzione +4,4%, fatturato +9,3%, ordini interni +2,9%, ordini esteri +2,7% e occupazione +3,2%. Per le imprese manifatturiere della provincia di Forlì-Cesena la favorevole fase congiunturale sembra consolidarsi; la crescita della produzione segna i tassi più interessanti nei comparti “alimentare”, dei “prodotti in metallo” e del “legno” mentre si conferma in negativo il settore delle “confezioni”. Stazionario il comparto delle “calzature”.

La percentuale di imprese rispondenti in crescita è apparsa, tuttavia, in aumento: il 51,5% ha dichiarato un incremento della produzione rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno mentre il 27,9% ha indicato una diminuzione.

Rilevante la performance del commercio con l’estero nei primi tre mesi del 2017: +16,7% nel complesso delle esportazioni, rispetto ad analogo periodo 2016. Risultato positivo su tutte le classi merceologiche, principalmente determinato dalle esportazioni di macchinari (+31,9%), prodotti dalle “altre industrie manifatturiere” (+16,6%), metalli e prodotti in metallo (+18,6%).

Nei primi quattro mesi del 2017, il flusso turistico presenta dati positivi: arrivi +13,4% e presenze +36,8%. Le tendenze complessivamente evidenziano una buona performance del settore, confermata anche dall’aumento del volume d’affari registrato nel primo trimestre dell’anno (+0,6% rispetto al medesimo periodo del 2016).

Infine i dati più importanti, quelli sul lavoro: il tasso di occupazione provinciale 15-64 anni è del 68,3%, in linea con il dato regionale (68,4%) e migliore di quello nazionale (57,2%). Il tasso di disoccupazione provinciale (15 anni e più) è del 7,5%, superiore al dato regionale (6,9%) ma decisamente migliore del livello nazionale (11,7%).

Si tratta anche su questo versante di dati incoraggianti, che ci spronano a fare tutto il possibile per favorire la crescita economica e l’occupazione, in particolare quella dei giovani. Per questo dovremo ridurre le tasse sul lavoro, rafforzare le politiche attive e promuovere l’incontro tra domanda ed offerta, migliorando le misure per la formazione e la riqualificazione professionale. Il lavoro, la sua creazione e riqualificazione, deve essere al centro di ogni nostra scelta e decisione politica, a livello nazionale come a livello locale.

(27/07/2017)