CANAPA, RISORSE E QUADRO CERTO PER CHI VUOLE INVESTIRE


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Oggi e domani a Gambettola si tiene l’Antica Fiera della Canapa. E proprio in settimana dal Senato è arrivata una risposta importante per chi vuol rilanciare questa coltura, un tempo molto diffusa nel Cesenate. In Commissione Agricoltura è stato approvato in via definitiva il Disegno di legge per lo sviluppo della filiera della canapa.

Come suggerisce anche il titolo di quest’anno della rassegna gambettolese – “La nuova vita della canapa: tessile, alimentazione, cosmetica, coadiuvanti medico sanitari, industria…” – questa coltura può essere alla base di un’articolata filiera, di un comparto che può dare una risposta importante all’agricoltura italiana.

Si tratta di un provvedimento molto atteso dal settore, non solo della produzione, ma anche della trasformazione. Un settore che potrà crescere e che in futuro potrà anche contribuire a ridurre l‘impatto ambientale in agricoltura. La canapa ha una grande storia in Romagna, dove nel 1600 la coltivazione era diffusissima. Una tradizione che, nelle case contadine, si è mantenuta sino alla metà del Novecento: la canapa prodotta veniva lavorata dalle donne nei telai, per realizzare pezze di tela da cui si ricavavano tessuti per la casa, lenzuola e tavoglie.

Oggi, però, la coltura della canapa è pressoché scomparsa dal panorama agricolo italiano. Ma la canapa sta ritornando, grazie alla decennale attività di molte associazioni e agricoltori che hanno lavorato per rivalutare una coltura nella quale eravamo primi, sia in termini quantitativi, che qualitativi. Ma la canapa è anche un prodotto che ben si adatta ai nostri tempi, connotati dai cambiamenti climatici e dai loro effetti negativi sul nostro pianeta. Infatti la coltivazione della canapa è sostenibile ambientalmente: abbatte le emissioni di gas serra, riduce l’inquinamento, compreso quello del suolo, ed è in grado persino di attivare un processo di miglioramento della fertilità dei terreni. La canapa è una pianta versatile e dai numerosi utilizzi e vantaggi, soprattutto sotto il profilo ambientale nell’ottica di una economia green. Con la canapa si possono produrre biocarburanti, si possono realizzare materiali plastici degradabili oppure molti componenti delle auto. Come un tempo è possibile ottenere fibre tessili, e poi grazie all’innovazione anche elementi di bioedilizia e prodotti per la cosmesi e la biomedicina. A livello agricolo e ambientale è un’ottima soluzione per la bonifica dei terreni contaminati, grazie alla sua capacità di assorbimento dei metalli pesanti.

Con il nuovo provvedimento approvato in Senato si superano le attuali limitazioni dovute alla normativa finora vigente. Una normativa che era inadeguata perchè fra l’altro limitava le possibilità di coltivazione della cannabis destinata alla produzione di fibre, che potrà ora essere coltivata senza necessità di autorizzazione. La legge, infatti, riconosce che la coltivazione della canapa, limitatamente alle varietà iscritte nel Catalogo comune europeo, può essere svolta senza alcuna autorizzazione. La legge sulla filiera agroindustriale della canapa aggiunge un ulteriore tassello all’attività riformatrice che Governo e Parlamento stanno portando avanti in materia agricola. La legge prevede risorse per il miglioramento delle condizioni di produzione e di trasformazione della canapa, una quota di tali risorse sarà destinata alla ricerca in tema di processi di trasformazione e per la ricostituzione del patrimonio genetico e all’individuazione di processi di meccanizzazione innovativi. Da oggi chi vorra investire nella coltivazione della canapa può contare su una disciplina organica. Per noi cesenati è molto importante perchè abbiamo importanti attività di filiera, basti pensare alla pregiata lavorazione delle tele stampate di Gambettola  simbolo della Romagna e della grande tradizione artigiana della nostra terra.
(26-11-2016)