FINALMENTE LA SVOLTA SULLE SLOT


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L’Intesa raggiunta nella conferenza Stato-Regioni sul riordino del settore dei giochi con vincite in denaro è molto importante. Finalmente, dopo un lungo lavoro di confronto tra Governo e Regioni si è arrivati a sottoscrivere un accordo che interviene in maniera molto significativa per la riduzione della domanda e dell’offerta di gioco.
Una vera e propria svolta, che corregge i gravi errori del passato e che rafforza e rende omogenee sul territorio nazionale le scelte già fatte a partire dalla legge di stabilità 2016 con le quali insieme, Governo e Parlamento, abbiamo avviato una inversione di approccio rispetto al settore del gioco. Come Parlamento e senatori Pd abbiamo in questi anni voluto andare in questa direzione. Avevo per questo sottoscritto il disegno di legge di riordino del settore dei giochi.

Nel passato si è accettato che si diffondesse l’aumento del gioco legale – in particolare delle slot – con l’obiettivo di porre argine alla diffusione incontrollata dell’offerta di gioco illegale. In quest’ultimo decennio c’è stata una proliferazione dei punti gioco, con una abnorme ed assai problematica diffusione di slot e punti gioco in tutto il territorio nazionale, che ha determinato conseguenze sociali gravissime. Pensiamo all’aumento del gioco patologico che comporta situazioni ed esiti drammatici per le persone malate e le loro famiglie.

Con l’intesa si sancisce finalmente che obiettivo generale, per tutto il Paese, è il contrasto alla illegalità nel settore insieme alla tutela della salute e della sicurezza pubblica. L’intesa riduce del 35% le Awp (le comuni slot) e del 50% i punti gioco. Le Awp oggi sono 400mila. I punti gioco – che sono complessivamente 100 mila – saranno ridotti a 50 mila in tre anni. Si tratta di una svolta considerevole. Abbiamo invertito la tendenza: si doveva mettere un punto fermo sulla direzione di marcia. Per un lungo periodo è stata indirizzata verso il calcolo delle entrate, ora è stata indirizzata sulla salute pubblica e il contrasto alla criminalità.

Si tratta di un percorso che avrà nuove tappe, penso ad esempio al gioco online sul quale occorre intervenire. Anche per quanto riguarda la pubblicità è indispensabile fare dei passi in avanti per contrastare un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti. A questo proposto  nell’Accordo vengono chieste nuove regole all’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni competente in materia.

Il settore del gioco senza una regolamentazione sarebbe in mano alla criminalità organizzata, con la diffusione del gioco illegale e clandestino molto pericolosa per la salute pubblica, che ingrasserebbe ulteriormente le mafie. Per questo è indispensabile l’intervento dello Stato e degli enti locali per controllarlo e ridurlo, e per questo l’Intesa ha anche innalzato i livelli di controllo, recependo le proposte formulate dalla Commissione Antimafia nella risoluzione sul gioco d’azzardo che avevamo esaminato ed approvato in Senato lo scorso gennaio.

Ecco i punti principali in estrema sintesi dell’Intesa.

Diminuiranno le macchinette

La riduzione delle Awp (le comuni slot) è già stata decisa in occasione della manovra economica approvata nel giugno scorso. Dalle circa 400 mila slot attualmente in esercizio si passerà a 265 mila entro il 30 aprile 2018, con un taglio percentuale del 35%. Delle 142 mila macchine da rottamare, 125 mila circa saranno tolte da bar e tabacchi (oggi ne sono installate 229.000 circa), 17 mila dagli esercizi generalisti secondari (alberghi, edicole, ristoranti, stabilimenti balneari) che corrispondono a 8.000 punti gioco sul territorio nazionale. Non sono previsti invece tagli al parco Vlt, le videolotterie. In Emilia-Romagna il numero delle slot passerà dalle 35.530 che risultavano in esercizio il 31/12/2016 alle 22.247 dal 30/4/2018.

In 3 anni dimezzati i punti gioco

Si passerà dagli attuali 98.600 a circa cinquantamila. Questa la distribuzione a regime: 10mila agenzie o negozi aventi il gioco come attività prevalente; 5mila corner; 3mila fra sale Vlt e Bingo. A questi 18mila punti si aggiungeranno 30/35mila esercizi pubblici (bar, tabacchi) in grado di ottenere la certificazione per la vendita di gioco.

Potere di limitazione degli enti locali

I punti di gioco saranno soggetti ai regolamenti degli enti locali, che già oggi nella maggior parte delle regioni italiane, vietano l’apertura di nuove sale a meno di 300-500 metri dai cosiddetti “luoghi sensibili” (scuole, luoghi di culto, strutture sanitarie, ecc). Comuni e Regioni avranno quindi poteri di regolamentazione con il solo limite di consentire «una equilibrata distribuzione nel territorio allo scopo di evitare il formarsi di ampie aree nelle quali l’offerta di gioco pubblico sia o totalmente assente o eccessivamente concentrata».

(7 settembre 2017)