FISCO, LE BUFALE DI BEPPE GRILLO


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Polemizzare su un tweet o un post non è nel mio stile. Tuttavia la linea politica del Movimento 5 Stelle si sviluppa tutta sul web e quando Beppe Grillo scrive qualcosa sul suo blog questo diventa il faro da seguire per i suoi parlamentari.

Questa settimana, però, Grillo ha preso una colossale cantonata e con le sue prese di posizione rischia di generare solamente confusione tra i cittadini. Quando Grillo sostiene che l’Agenzia delle Entrate potrà presto procedere a pignoramenti diretti sul conto corrente dei contribuenti, oltre a dimostrare una certa ossessione nei confronti di Matteo Renzi, ‘colpevole’ a suo avviso di aver annunciato una finta abolizione di Equitalia, dimostra soprattutto la sua totale distanza dalle questioni fiscali, che invece stanno giustamente a cuore agli italiani.

Ciò che Grillo attribuisce a Renzi, in realtà è una norma che risale a 12 anni fa. Resta il fatto che Equitalia viene realmente abolita, mentre la norma del pignoramento è del 2005! La riforma della riscossione e il superamento di Equitalia sono due strumenti che contemporaneamente incidono positivamente sul rapporto tra i contribuenti e il fisco.

Ma c’è di più. Durante il Governo Renzi, con un decreto dell’ottobre 2016, la maggioranza ha impedito di bloccare i conti correnti di un’impresa, permettendo però di agire con efficacia, senza paralizzarne l’attività. Come Partito Democratico abbiamo lavorato affinché gli interventi del fisco siano più mirati e meno punitivi.
C’è una bella differenza tra quello che vuol far credere Beppe Grillo e la realtà: è pericoloso e scorretto mettere in giro queste bufale su una materia così delicata come il fisco.

Grillo e il Movimento 5 Stelle vogliono governare l’Italia, ma non saprebbero amministrare nemmeno un condominio.

(05/06/2017)