UNA GIORNATA NAZIONALE PER ANORESSIA E BULIMIA


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Fare del 15 marzo la Giornata nazionale per la prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare. E’ la proposta contenuta nel disegno di legge che ho presentato per sensibilizzare l’opinione pubblica su anoressia e bulimia e accendere i fari su disturbi che colpiscono oltre tre milioni di giovani in Italia, nel 95,9% donne.

I disturbi del comportamento alimentare, se non trattati in tempi e con metodi adeguati, possono diventare una condizione permanente e compromettere seriamente la salute di tutti gli organi e apparati del corpo e, nei casi gravi, portare alla morte.

Secondo i dati dell’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica i decessi collegati all’anoressia nervosa si aggirano tra il 5,8 e il 6,2%; per la bulimia nervosa tra l’1,6 e l’1,9% e per gli altri disturbi alimentari tra 1,8 e l’1,9%. Secondo i dati del Ministero della Salute l’incidenza dell’anoressia nervosa è di almeno 8 nuovi casi per 100mila persone in un anno tra le donne, mentre per gli uomini è compresa fra 0,02 e 1,4 di nuovi casi. Invece, per quanto riguarda la bulimia ogni anno si registrano 12 nuovi casi per 100mila persone tra le donne e circa 0,8 nuovi casi tra gli uomini.

Questi disturbi rappresentano dunque un importante problema di salute pubblica, visto che per l’anoressia e per la bulimia, negli ultimi decenni, c’è stato un progressivo abbassamento dell’età di insorgenza, tanto che sono sempre più frequenti diagnosi prima del menarca, fino a casi di bambine di 8-9 anni. I Dca sono strettamente intercorrelati tra loro dalla presenza di un anomalo rapporto con il cibo, da un eccesso di preoccupazione per la forma fisica, da un’alterata percezione dell’immagine corporea e da una stretta correlazione tra tutti questi fattori e i livelli di autostima, ma con caratteristiche cliniche e psicopatologiche differenti. La patologia non riguarda più solo gli adolescenti, ma va a colpire anche bambini in età prepubere, con conseguenze molto più gravi sul corpo e sulla mente. Un esordio precoce può infatti comportare un rischio maggiore di danni permanenti secondari alla malnutrizione.

Proprio perché gli individui colpiti sono sempre più giovani, il ruolo dell’informazione e della prevenzione è fondamentale. L’intervento precoce riveste un’importanza particolare è essenziale una grande collaborazione tra figure professionali con differenti specializzazioni, come psichiatri, pediatri, psicologi, dietisti, specialisti in medicina interna, ai fini di una diagnosi precoce, di una tempestiva presa in carico all’interno di un percorso multidisciplinare e di un miglioramento dell’evoluzione a lungo termine. In parallelo alla presa in carico sanitaria è fondamentale la diffusione di una maggiore conoscenza e consapevolezza sociale del problema, attraverso un’opera di sensibilizzazione e informazione ancora insufficiente nonostante le numerose iniziative promosse nel territorio nazionale.

La Giornata nazionale per la prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare deve servire proprio a questo. La data individuata non è casuale ed è stata avanzata dall’associazione “Mi nutro di vita” (che ha scelto come simbolo della giornata un fiocco lilla) e dalla Consult@noi che raccoglie venti associazioni di familiari e di pazienti su tutto il territorio nazionale. Il 15 marzo 2012, infatti, su iniziativa del presidente dell’associazione “Mi nutro di vita” si era tenuta una prima iniziativa in memoria della figlia stroncata a 17 anni da un disturbo del comportamento alimentare.

(01/08/2017)