LAVORO AUTONOMO, FINALMENTE SI VOLTA PAGINA


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Con 173 sì e 53 astenuti il Senato ha approvato in prima lettura il Ddl sul lavoro autonomo, una legge attesa da anni, che riguarda tantissimi lavoratori autonomi privi – finora – di diritti fondamentali. Con questo provvedimento abbiamo finalmente chiarito che il lavoro autonomo è quello senza vincolo di subordinazione e quindi di orario e di luogo di prestazione. E’ una linea di demarcazione fondamentale, stabilita dalla riforma del lavoro per smascherare abusi e false partite Iva e riconoscere più diritti ai tanti lavoratori autonomi non imprenditori del nostro Paese, soprattutto giovani.

Secondo l’ultimo Rapporto Censis l’Italia è il Paese europeo con il più alto numero di giovani lavoratori autonomi: 941 mila tra i 20 e i 34 anni, contro gli 849 mila inglesi e i 528 mila della Germania. Con questa legge abbiamo scritto un vero e proprio Statuto dei nuovi lavori, per aumentare i diritti di questi lavoratori: si estende anche a queste mamme e a questi papà il congedo parentale di 6 mesi entro i 3 anni di vita del bambino; alle lavoratrici autonome si riconosce l’indennità di maternità pur continuando a lavorare; in caso di infortunio o malattia viene sospeso il pagamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi e sono estese le tutele per la sicurezza e per la prevenzione dagli infortuni e dalle malattie. Sul fronte economico, si aumentano le deduzioni (ad esempio quelle sostenute per la formazione) e viene applicata la tutela dei tempi di pagamento da parte delle amministrazioni pubbliche, mentre i liberi professionisti potranno aggregarsi in reti, consorzi o forme associate per accedere ai bandi di gara. I Centri per l’impiego e gli intermediari dovranno dotarsi di uno sportello dedicato al lavoro autonomo. Sugli aspetti previdenziali misure importanti sono previste nella legge di bilancio di 2017 che stiamo esaminando in queste settimane.

Per la prima volta in Italia si definisce l’istituto del lavoro agile, definendolo come un lavoro per obiettivi, grazie all’impiego delle tecnologie digitali, senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa. Si rinvia all’accordo diretto tra datore di lavoro e lavoratore l’individuazione delle modalità specifiche, compiendo così un passo avanti nell’ottica dello Smart Working, una realtà che coinvolge sempre più persone in Italia.

Di seguito vi riassumo il “pacchetto” di nuovi diritti:
•    Estensione del congedo di paternità ai lavoratori autonomi e allungamento per le mamme e i papà del congedo, fino a 6 mesi entro i 3 anni di vita del bambino.
•    Indennità di maternità anche continuando a lavorare, pari all’80% della retribuzione, per i 5 mesi canonici (2 prima e 3 dopo il parto).
•    Tutela per il ritardo nei pagamenti: viene estesa anche alle transazioni tra imprese e autonomi, tra autonomi e tra autonomi Pa.
•    Rimborsi spese: quelli per le spese alberghiere, per alimenti e bevande non creano reddito.
•    Spese per la formazione deducibili. Diventano deducibili al 100% le spese per l’iscrizione a master, corsi di formazione o di aggiornamento, di iscrizione a convegni e congressi (fino a 10 mila euro l’anno).
•    Sospensione dei contributi in caso di malattia o di infortunio: il pagamento dei contributi previdenziali e dei premi dell’assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali viene sospeso, e poi si potrà riprendere a rate.

(03/11/2016)