LAVORO, RIVEDERE I VOUCHER


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La Corte Costituzionale ha approvato il quesito referendario proposto dalla Cgil sull’utilizzo dei voucher nel mondo del lavoro – assieme a quello sugli appalti, mentre ha bocciato quello sull’articolo 18 – e questo deve essere lo spunto per una rivistazione di questo strumento.

Parlamento e Governo devono analizzare attentamente le modalità con cui i buoni lavoro sono stati utilizzati dalle imprese in questi anni. Se da una parte hanno intercettato un reale bisogno – quello di retribuire in forma regolare e con le tutele assicurative chi deve svolgere un lavoro assolutamente sporadico e sul breve periodo – dall’altro sono stati oggetto di un impiego sproporzionato, in settori dove esistono forme contrattuali per regolamentare il rapporto tra azienda e lavoratore.

E’ indispensabile un intervento legislativo per riportare i voucher alla loro funzione originale, che e’ quella di far emergere i piccoli lavori occasionali e di contrastare il lavoro nero. Bisogna intervenire, e farlo rapidamente per eliminare le distorsioni che si sono prodotte: va assolutamente evitato  l’utilizzo improprio dei voucher, ovvero un uso che precarizzi il mondo del lavoro. Occorre ricordare che quando furono introdotti, oltre 13 anni fa, furono pensati come strumenti eccezionali per lavori discontinui. Successivamente sono stati estesi e liberalizzati dal Governo Monti.

I voucher vanno quindi rivisti. Con il governo Renzi è stato introdotto il nuovo meccanismo della tracciabilità, di cui quest’anno vedremo gli effetti concreti. Il Ministero del Lavoro sta comunque lavorando a una proposta di modifica per evitare gli abusi e contrastare un uso improprio dei ticket.

Il lavoro è il principale problema nel nostro paese, dobbiamo fare tutto il possibile per realizzare condizioni di una “buona occupazione”, per dare risposte di equità ai giovani, contrastando lavoro nero sfruttamento.

(15/01/2017)