LEGGE DI BILANCIO, UNA MANOVRA CHE GUARDA AL FUTURO


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Una manovra espansiva, che guarda al futuro del nostro Paese. Questo senza dimenticare interventi nel campo del sociale e della sanità. Sono questi gli aspetti più convincenti della Legge di Bilancio 2017 varata dal Consiglio dei Ministri del 15 ottobre scorso.
E’ un provvedimento che guarda alle famiglie e ai pensionati, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni locali, al lavoro autonomo e al pubblico impiego. E’ un’operazione da 27 miliardi di euro che punta a rafforzare la crescita dell’Italia, a dare sostegno ai primi segnali positivi che la nostra economia sta vivendo dopo un lungo periodo di crisi. Ci sono fondi per lo sviluppo e per guardare al futuro con più ottimismo e con la consapevolezza di un Governo e di una maggioranza in Parlamento che vuole cambiare passo al Paese. E, visti gli ultimi dati su crescita e occupazione, ci sta riuscendo pur in un contesto caratterizzato ancora da tante difficoltà: a ottobre Pil a +1% (nel febbraio 2014 era a -2%), disoccupazione all’11,4% (era al 13,2% nel febbraio 2014), deficit al 2,3% (stima 2017 contro un 3% di due anni fa) e un aumento degli occupati nel periodo considerato da 22.179.000 a 22.768.000.

Con la Legge di Bilancio si introducono importanti cambiamenti in materia di fisco, lavoro, pensioni, incentivi per rafforzare il sistema economico e rendere più equo il sistema sociale. In attesa di esaminarle in modo più approfondito nei prossimi giorni (cliccando qui potrete consultare le slide illustrative) vorrei intanto segnalarvi le misure più rilevanti.

Pensioni. Nel prossimo triennio 7 miliardi per i pensionamenti anticipati e l’estensione della quattordicesima per le pensioni più basse (da una platea di 2,1 milioni di pensionati si passerà a 3,3 milioni con un aumento dell’assegno per chi già lo riceve). E’ stata introdotta l’Ape social per soggetti deboli con almeno 30 anni di contributi e per i lavori usuranti con 36 anni di copertura previdenziale: questi lavoratori potranno andare in pensione anticipata (3 anni prima) senza oneri fino a un assegno da 1.500 euro. Novità anche per l’Ape volontaria e l’Ape aziendale. Infine la no tax area per i pensionati è stata uniformata a quella dei dipendenti: 8.125 euro.

Sanità. Nel 2017 ci sarà un aumento dei fondi di 2 miliardi: stabilizzazione e assunzione di medici e infermieri, un nuovo piano vaccini, farmaci oncologici innovativi, Epatite C.

Sociale. Il cantiere sociale avrà più risorse: 50 milioni per il fondo di non autosufficienza e 500 milioni destinati alle misure contro le povertà. Dal 2018, poi, la dotazione del fondo aumenterà con i risparmi istituzionali.

Pari opportunità. Un piano antitratta, un piano contro la violenza sulle donne e poi valorizzazione dell’impresa in rosa: 60 milioni a disposizione.

Istruzione. Per la scuola e l’università c’è 1 miliardo in più. Partirà lo Student Act.

Industria 4.0. E’ un grande progetto per la competitività del sistema Paese: 20 miliardi di investimenti previsti, iperammortamento degli investimenti, credito per le Pmi, nuovi fondi di garanzia.

Tasse. Si taglia: giù Ires (dal 27,5 al 24%) e Iri, eliminata l’Irpef agricola e poi interventi sulle partite Iva. Si superano gli studi di settore.

Equitalia.  Cambieranno le modalità di riscossione: nessun condono ma abbattimento delle sanzioni e degli interessi, spesso spropositati, applicati, per agevolare la riscossione (si ipotizza di recuperare 4 miliardi).

Incentivi. Tre miliardi in campo. Bonus ristrutturazione anche per condomini e alberghi, oltre che per gli edifici privati. Contro il dissesto idrogeologico 7 miliardi per i prossimi 7 anni. Dalla valorizzazione di Ferrovie e Anas un Piano porti e aeroporti da 10 miliardi.

Periferie. Ci sono 2,1 miliardi a disposizione degli enti locali per un totale di 120 progetti che riconnetteranno il tessuto urbano delle città, saranno importanti per evitare il degrado e alimentare ulteriori investimenti.

Terremoto. Alla ricostruzione in Centro Italia, con interventi ad Accumoli, Amatrice e Arquata e nelle altre aree colpite sono dedicati 4,5 miliardi di euro. Una risposta concreta e immediata.

Pubblica amministrazione. Per il rinnovo dei contratti e per le nuove assunzioni nelle forze armate e nei corpi di polizia ci sono 1,9 miliardi di euro. Sono inoltre previsti 3 miliardi per gli Enti Territoriali.

(20/10/2016)