LIBRO ANTI VACCINI A SCUOLA, INTERROGAZIONE AL MINISTERO


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Le tesi anti vaccini non possono entrare a scuola. Dopo la presentazione del libro “Non vivo in una bolla – Autismo e vaccini. Storia di una famiglia danneggiata” al polo scolastico di Villamarina di Cesenatico, ho presentato un’interrogazione alla ministra dell’istruzione Valeria Fedeli.

Mi pare grave, gravissimo, ciò che è successo il 21 aprile scorso: la scuola dovrebbe essere il luogo dell’informazione, dell’educazione scientifica, non il posto dove diffondere un volume esplicitamente contrario all’obbligo di vaccinazione dei bambini e che mette in correlazione l’autismo alle vaccinazioni. Tutto ciò è inaccettabile, non possono essere propagandate, soprattutto in un ambiente scolastico, teorie che sappiamo essere scientificamente infondate.

Sul sito del Secondo Circolo didattico, nella presentazione dell’iniziativa, ancora oggi si può leggere un passaggio che la parlamentare cesenate non esita a definire inquietante. L’incontro, infatti, viene descritto come la possibilità di avere uno scambio di informazioni ed esperienze “nella piena consapevolezza di andare controcorrente rispetto alle presunte verità che la ‘scienza ufficialmente riconosciuta’ propina quotidianamente”.

Ma come si fa a pubblicare una simile considerazione sul sito ufficiale di una scuola pubblica? Come fa una scuola a parlare di scienza ufficialmente riconosciuta? Credo che la dirigente scolastica, che sulla stampa ha difeso la scelta di ospitare la presentazione di questo libro, debba delle spiegazioni più puntuali. Iniziative come queste, infatti, generano nei genitori confusione e disorientamento, alimentando paure infondate e preoccupazioni sulle vaccinazioni. E tutto questo ricade in un momento in cui la copertura vaccinale in Italia sta diminuendo. Questo sì che deve preoccupare! Stiamo assistendo a un aumento dei casi di malattie molto pericolose, come il morbillo, che si ritenevano ormai debellate.

Nell’interrogazione chiedo al Ministero se fosse a conoscenza di questo episodio e se non ritenga di dover prendere con urgenza una posizione di netta distanza dall’iniziativa. Inoltre la parlamentare chiede quali provvedimenti intenda assumere nei confronti della dirigente scolastica e quali misure attuare per evitare che in futuro vengano promosse iniziative simili a scuola.

La scuola è e deve rimanere il luogo per eccellenza dell’istruzione e della formazione e al suo interno non può essere dato spazio a iniziative di disinformazione e di negazione delle evidenze scientifiche.

(04/05/2017)