MAI PIU’ SPOSE BAMBINE


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Un dato che fa rabbrividire. Numeri che dovrebbero far riflettere e agire. Immediatamente. Perché non c’è tempo da perdere e la tutela dell’infanzia deve essere una priorità nell’agenda politica dei Paesi occidentali. Ogni giorno, secondo i dati dell’Onu, 37.000 bambine e adolescenti sono costrette a matrimoni forzati, ogni anno ci sono 13,5 milioni di ragazze obbligate a sposarsi in età minorile.

L’11 ottobre scorso si è tenuta la Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze, proclamata dall’Onu, e in Senato la vicepresidente Valeria Fedeli ha presentato una mozione – che ho sottoscritto con convinzione –  per rimarcare un impegno e azioni concrete per arginare un fenomeno così grave come i matrimoni precoci e forzati.

In aula sono intervenuta ribadendo come l’Italia debba fare la sua parte: lo dobbiamo alle bambine e alle ragazze alle quali viene negata l’infanzia. Una negazione di un vissuto che comporta inevitabilmente la cancellazione di una vita adulta autonoma, libera, autodeterminata. L’imposizione del matrimonio e la violenza sessuale a esso correlata a milioni di bambine e adolescenti, le espone a lesioni fisiche e a gravi rischi per la salute, con danni irreversibili dovuti alle gravidanze e ai parti precoci.

Basti pensare che secondo uno studio le gestanti di età da 10 a 14 anni hanno 5 volte più probabilità di morire durante la gravidanza o il parto rispetto alle donne di 20-24 anni. Senza contare poi che il matrimonio precoce coincide con l’abbandono scolastico e finisce per bloccare ogni potenzialità di sviluppo della persona. Le spose bambine sono spesso segnate da depressione e suicidio per i gravi danni psichici che derivano dal vivere una condizione di vera e propria schiavitù sessuale.

E’ solo del 2 luglio 2015 la prima risoluzione delle Nazioni Unite sulla prevenzione e l’eliminazione dei matrimoni forzati. La risoluzione, nel ribadire che i matrimoni precoci e forzati rappresentano una violazione dei diritti umani si rivolge agli Stati e sottolinea l’importanza del coinvolgimento della società civile per rafforzare il monitoraggio e gli interventi di prevenzione per contrastare questo fenomeno. La nostra mozione si muove nel solco di quella risoluzione chiedendo impegni precisi al nostro Governo, sia in ambito internazionale, affinché si attivi al fine di garantire il pieno rispetto, da parte dei Paesi che ne sono firmatari della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

È inoltre necessario che il nostro Paese si doti di una apposita legislazione, in linea con quella approvata in Svezia, al fine di configurare quale nuova fattispecie delittuosa il matrimonio forzato e tutte le attività ad esso connesse.

(12/10/2016)