MIGRANTI, VALORIZZATO IL MODELLO D’ACCOGLIENZA DEI NOSTRI COMUNI


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Oggi il Senato, dopo le modifiche e le integrazioni delle Commissioni di merito, ha approvato il Decreto Minniti sui migranti (clicca qui per un focus sul provvedimento). Diverse le novità introdotte, che impatteranno anche su Cesena e il comprensorio Cesenate, dove negli ultimi tempi diversi aspetti legati all’accoglienza sono balzati agli onori delle cronache.

Il decreto legge convertito oggi intende affrontare le criticità che il nostro Paese ha sul tema immigrazione. Quello dell’immigrazione è un fenomeno di portata epocale che richiede un approccio strutturale, dobbiamo essere capaci di intervenire sull’immediato e intanto attrezzarci sul lungo periodo, perché l’esodo di persone che fuggono da guerre, violenze e da condizioni di estrema povertà sarà un fenomeno che ci accompagnerà purtroppo ancora per molti anni.

Nel momento in cui alcuni Stati alzano i muri, l’Italia tenta di affrontare la questione con un piano preciso per gestire al meglio il fenomeno dei flussi migratori. Occorrerebbe darsi un piano europeo condiviso, ma intanto in Italia diamo una forte accelerazione ai procedimenti in materia di protezione internazionale, per velocizzare le procedure di identificazione degli immigrati e per assicurare, a chi ha i requisiti, il riconoscimento di rifugiato e una adeguata accoglienza. Di pari passo, semplificando le procedure di identificazione degli stranieri in condizione di irregolarità, si intende assicurare l’effettività dei provvedimenti di espulsione e allontanamento, anche incrementando le risorse volte a garantire l’esecuzione dei rimpatri.

Il Decreto Minniti snellisce le procedure, prevedendo che l’eventuale fase giudiziaria sia affidata a sezioni specializzate che decidono con decreto non reclamabile. In questo modo in meno di tre mesi sarà verificata la presenza dei requisiti di un migrante per essere accolto nel nostro Paese come rifugiato. Si è potenziato il sistema, con la diffusione, su tutto il territorio nazionale, dei centri di permanenza per i rimpatri, gli ex centri di identificazione ed espulsione (CIE) di cui viene modificata, oltre alla denominazione, la normativa di riferimento e soprattutto la gestione.

Proprio sul tema della gestione dell’accoglienza, quello che riguarda più da vicino il Cesenate, ci sono alcune novità. Viene rafforzato il principio di ‘leale collaborazione’ tra Stato ed enti territoriali per quanto concerne l’organizzazione e la gestione del sistema accoglienza. Si prevede inoltre la partecipazione dei richiedenti protezione internazionale ad attività di utilità sociale. E’ questo il modo di incentivare concretamente l’integrazione nelle comunità. Il modello indicato dalla legge che abbiamo approvato oggi assume il modello di accoglienza che i nostri Comuni hanno adottato già da tempo. Una accoglienza diffusa, con strutture che accolgono numeri limitati di persone, con l’organizzazione di corsi di lingua italiana e lo svolgimento di attività di utilità sociale, che oltre che essere utili alla comunità danno dignità a queste persone. Coinvolgere i Comuni è importante, così come è importante insistere sulle procedure di evidenza pubblica per individuare le strutture di accoglienza e i gestori, con convenzioni tra pubblico e privato che devono prevedere il rispetto di precise condizioni: sia sull’accoglienza che sulle attività intraprese.

In parallelo a questo provvedimento l’Italia si muove sul piano internazionale siglando accordi con i Paesi di provenienza dei migranti, come è successo di recente con l’accordo sottoscritto con la Libia. E’ questo il modo giusto di affrontare l’afflusso sempre più consistente di immigrati. Occorre favorire la cooperazione internazionale e lo sviluppo e per questo serve un ruolo più forte dell’Europa.

(29/03/2017)