PENSIONE DI GARANZIA PER I GIOVANI, UNA BUONA IDEA


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Parlare di pensioni e pensare ai giovani. Un controsenso? No, è quello che si sarebbe dovuto sempre fare: la previdenza sociale è una grande conquista e chi oggi ne beneficia non deve apparire un privilegiato agli occhi di chi un domani si ritirerà dal mondo del lavoro.
Sul delicato tema previdenziale l’azione del governo è arrivata alla “fase due”: dopo aver garantito l’equilibrio finanziario del sistema pensionistico italiano, oggi si deve ripartire dai giovani perché la politica è tanto più seria quanto è capace di prendersi cura del futuro.

Lunedì 17 luglio al Nazareno si è tenuta un’importante iniziativa sulle pensioni, il seminario dal titolo “Non è una pensione per giovani”. E’ emersa la proposta di una pensione di garanzia per i giovani, un’idea che personalmente condivido, perché è una misura che darà sostegno a chi ha avuto redditi bassi e carriere discontinue, tipiche dei ragazzi che si affacciano oggi nel mondo del lavoro.
Ma ci sono altre misure ipotizzati come il sistema di redditi-ponte per la flessibilità previdenziale in uscita, una più efficace integrazione tra primo e secondo pilastro, dimezzamento per tre anni dei contributi per i neoassunti under 35, ma con taglio permanente del costo del lavoro per sempre.

Tommaso Nannicini, ex sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri con Matteo Renzi e ora componente della segreteria nazionale del Pd, su Democratica e in un’intervista al QN, ha tracciato quella che potrebbe essere una strada da percorrere tra la prossima manovra e quella del 2018 per portare ancora più equità nel sistema previdenziale italiano.

Gli sgravi contributivi possono essere un punto di partenza per dar via alla riduzione del costo del lavoro, una mossa che le aziende ci chiedono da tempo. La pensione di garanzia  è una pensione minima a carico della fiscalità generale: dovranno essere individuati criteri precisi (da un minimo di anni di lavoro alla possibilità di una contribuzione figurativa durante i periodo di ricerca di lavoro), ma aspetti tecnici a parte questo è un segnale importante, che riconosce i cambiamenti del mondo del lavoro e delle difficoltà dei giovani d’oggi.

Ovviamente tutto questo non deve distogliere il governo dal creare nuovo lavoro e stimolare lo sviluppo e la crescita del sistema imprenditoriale del Paese.

(18/07/2017)