PRIMO MAGGIO, IL DIRITTO A UN LAVORO DEGNAMENTE RETRIBUITO E VISSUTO IN SICUREZZA


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Il Primo Maggio a Mercato Saraceno abbiamo ricordato il 68esimo anniversario della tragedia del Ponte dello Zingone. Nel giorno della Festa dei Lavoratori abbiamo tenuto vivo il ricordo, assieme al sindaco Monica Rossi, di quel terribile incidente in cui persero la vita 19 lavoratori e altri 20 risultarono feriti dal crollo dell’arcata del ponte, in fase di ricostruzione nel 1948 dopo la demolizione avvenuta durante la Guerra.
Una ferita ancora aperta nella comunità locale, un monito per non abbassare mai la guardia sul fronte della sicurezza sul lavoro, un tema sempre attuale perché sono ancora troppe le morti bianche.
Alcuni dati per comprendere il fenomeno delle morti e degli infortuni sul lavoro. Nel 2015, dopo quattro anni di flessione, le morti sul lavoro sono tornate a salire. Le denunce di incidenti mortali al 31 dicembre 2015 sono aumentate di oltre il 16% rispetto al 2014 (1.172 a fronte dei precedenti 1.009).

Nel primo trimestre del 2016 sono calati invece sia gli infortuni che i morti sul lavoro. Tra gennaio e marzo di quest’anno, secondo l’Inail, le denunce di infortunio sono state 152.573 (-0,8% rispetto al primo trimestre 2015) e quelle di incidenti mortali sono state 176 (in calo del 14,6% rispetto allo stesso periodo del 2015).
La crudezza di questi dati richiama tutti noi al nostro impegno istituzionale: contrastare gli incidenti e le morti sul lavoro favorendo una vera cultura della prevenzione, oltre che le misure repressive.
Il problema non è normativo, le leggi italiane sono tra le più avanzate. Bisogna operare per la diffusione della cultura della sicurezza: il tema centrale è quello della prevenzione.

Un elemento cardine della prevenzione è la formazione dei lavoratori in materia di sicurezza, che consenta di conoscere e di valutare il rischio. Rimane ovviamente centrale ai fini della prevenzione la messa in sicurezza degli ambienti di lavoro e dei processi produttivi, fattore determinante per scongiurare oltre alle morti gli infortuni e le malattie professionali. Infine la questione dei controlli, che devono verificare la piena attuazione di quanto previsto dalle norme e portare a sanzionare chi contravviene.
Un impegno che, proprio in occasione del Primo Maggio, è  indispensabile perché legato alla nostra Costituzione, purtroppo ancora disattesa in quel suo principio fondamentale che vuole l’Italia una Repubblica democratica fondata sul lavoro. E quando parliamo di lavoro intendiamo il diritto ad un lavoro degnamente retribuito e vissuto in piena sicurezza per dare piena attuazione alla nostra Costituzione.

(04/05/2016)