RIFORMA DEL TERZO SETTORE, ECCO COSA CAMBIERA’ A CESENA: “UN NUOVO RUOLO PER ASSIPROV”


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La riforma del Terzo settore è un provvedimento particolarmente atteso anche nel cesenate, dove il volontariato e la cooperazione sociale sono radicati e fondamentali nella vita di tante persone.
Dopo il via libero dato dal Senato, ora manca l’approvazione definitiva della Camera e poi la riforma entrerà in vigore, dando finalmente una definizione giuridica al Terzo settore e un nuovo ruolo al Centro servizi per il volontariato, che nella nostra provincia fa capo ad Assiprov. Un provvedimento atteso anche dai circa trecento soggetti protagonisti di questo comparto, tra associazioni e cooperative sociali, del distretto Cesena-Valle del Savio.

Il privato non profit e il volontariato sono grandi risorse per il nostro territorio. La riforma preserva lo spirito non profit, ma rimuove vincoli eccessivi promuovendo una maggiore trasparenza.
Elementi che possono favorire una partecipazione ancora più capillare al tessuto del volontariato anche in un territorio come il nostro, dove l’impegno in associazioni non profit è già elevato.
La legge per il Terzo settore approvata dal Senato è uno dei più importanti provvedimenti di questa legislatura e un ulteriore tassello di questa stagione di riforme. L’ultimo censimento Istat ha rilevato a livello nazionale oltre 300 mila organizzazioni no profit che impiegano 900 mila addetti e possono contare su milioni di volontari. Questi dati danno un segnale positivo di speranza: il senso del grande valore di un settore strategico nel quale operano associazioni culturali, sportive, ricreative, oltre a quelle attive in campo sociale e sanitario, una rete di solidarietà, mutuo aiuto, promozione che contribuisce in modo determinante al benessere della società. Con la legge  si delinea finalmente un quadro giuridico organico e coerente che darà regole certe e consentirà la semplificazione delle procedure e una maggiore efficacia della vigilanza e del controllo, oltre a una maggiore trasparenza in un settore che ha conosciuto gravi distorsioni.

A livello territoriale i Centri di servizio per il volontariato conosceranno una nuova stagione. Saranno infatti costituiti solo da soggetti del Libro primo del codice civile, promuovendo e sostenendo il volontariato in tutti gli enti di terzo settore. Nella riforma, per questi organismi, viene introdotto il “principio della porta aperta”, che garantisce una maggiore democraticità dal momento che tutte le realtà del Terzo settore potranno concorrere alla conduzione dei Csv, la cui governance dovrà comunque rimanere in capo alle organizzazioni di volontariato; ed è riaffermato ed ampliato il loro ruolo proprio nell’erogazioni di servizi.

La riforma fa dei Csv come Assiprov il punto di riferimento per tutto il Terzo settore, non limitando più le loro funzioni alle sole organizzazioni di volontariato. Alcuni aspetti della riforma dovranno essere meglio definiti con la stesura dei decreti attuativi, fase importante che richiederà il coinvolgimento e l’ascolto dei destinatari della riforma. Sono certa che la legge quadro e la sua piena attuazione, attraverso i decreti attuativi del Governo, potrà promuovere coesione sociale e benessere per i cittadini e per le nostre comunità.