IN SENATO IL RICORDO DI MASSIMO BONAVITA


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Questa mattina al Senato ho tenuto un intervento che avrei preferito non fare, perchè riguarda la prematura scomparsa del senatore Massimo Bonavita, di Cesena. Senatore per tre legislature dal 1994 al 2006, dapprima per il gruppo dei progressisti (dal 1994 al 1996) poi rieletto nelle liste dei Democratici di Sinistra nelle successive due legislature dal 1996 al 2006.
La sua morte rattrista tutti coloro che lo hanno conosciuto. In particolare a Cesena, dove era stato un protagonista della politica cittadina, fin da giovanissimo impegnato nel Movimento studentesco, poi nel Pdup, di seguito nel Partito comunista per aderire infine al Partito democratico di sinistra del quale fu segretario cittadino.

Conoscevo Massimo e avevo avuto modo di collaborare con lui come Assessore nel Comune di Cesena dove lui ricopriva l’incarico di vice segretario generale. Poi divenne Senatore ed ho un ricordo molto vivo degli incontri nei quali ci parlava del suo lavoro in Senato, dove seguiva in particolare i provvedimenti in tema di bilancio e finanze. Viveva da anni negli Stati Uniti, a Minneapolis, dove ha fondato un Centro Italiano di Cultura con il compito di promuovere la lingua e la cultura italiana. Aveva quindi abbandonato ogni impegno diretto ma continuava, in questo modo, ad interessarsi di politica con la sua consueta passione, contribuendo a far conoscere ed apprezzare la cultura italiana negli Stati Uniti.

Voglio esprimere il mio cordoglio ai familiari. Sapevo della sua malattia ma confidavo che riuscisse a sconfiggerla. Era tornato da pochi mesi in Italia proprio per curarsi, affidandosi alla grande professionalità ed alla umanità della sanità pubblica che ha in Romagna un polo di eccellenza.
Aveva, anche nella malattia, compiuto un generoso atto politico, raccontando in un articolo pubblicato lo scorso dicembre la scoperta della malattia, gli esami, il rapporto con i medici, l’importanza della speranza. Aveva insomma voluto condividere la sua esperienza, credo lo abbia fatto per aiutare altri nella sua situazione, per dire che non bisogna isolarsi ne chiudesi ma affrontare con forza, con la “giusta reazione” anche una esperienza così difficile e dolorosa.

Il suo invito alla condivisione e alla speranza è la cifra più vera e profonda di chi come lui ha vissuto la politica come impegno fondato sui valori e sulla volontà di costruire un mondo migliore, come capacità di vivere il presente con lo sguardo proiettato al futuro. E’ stato giusto ricordare il suo impegno politico nell’assemblea del Senato della Repubblica, dove ha vissuto il suo impegno istituzionale per 12 anni. La Presidenza del Senato si è associata al ricordo ed al cordoglio ai familiari.

(06/07/2016)