TERREMOTO: EMERGENZA E RICOSTRUZIONE


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In questi giorni di dolore, con l’Italia colpita dal terribile terremoto, si è visto il cuore grande del nostro Paese, un Paese che nell’immediato deve reagire all’emergenza, com’è giusto che sia, ma poi deve adoperarsi affinché eventi del genere non causino più così tante vittime.

Per l’emergenza più immediata l’Italia ha dato una grande prova: Protezione civile, forze dell’ordine, tantissimi volontari e cittadini che si sono attivati per dare un aiuto concreto alle persone colpite dal sisma. Per gestire la fase subito successiva, quella che dovrà portare alla ricostruzione, il Governo ha scelto un uomo che noi conosciamo molto bene in Emilia-Romagna: Vasco Errani. Ha fatto bene il premier Matteo Renzi a indicarlo come Commissario per la ricostruzione: quando ha ricoperto lo stesso incarico in Emilia ha dato garanzia di serietà, grande competenza e senso delle istituzioni.

Ma sono fortemente convinta della necessità di un intervento di medio lungo periodo sul patrimonio edilizio dell’Italia, partendo dalle zone più a rischio, per innalzare il livello di sicurezza sismica del nostro Paese. Così come la ricostruzione deve partire, anche simbolicamente, da luoghi pubblici come scuole e ospedali; la messa in sicurezza di queste strutture deve essere una priorità in tutta la Penisola, anche nel nostro territorio.

Di un piano per la messa in sicurezza dell’intero territorio nazionale ha parlato anche Renzo Piano, architetto e senatore a vita, nel suo incontro con Renzi.  Ho molto apprezzato le parole di Piano e le sue riflessioni, quando rilasciando un’intervista ha detto che “siamo eredi, indegni, di un grande patrimonio che ci è stato lasciato. Indegni perché non lo proteggiamo. Davanti a catastrofi così non si può parlare di fatalità”. Parlando degli sfollati ha poi aggiunto che “non si deve allontanare la gente da dove ha vissuto. Bisogna ricostruire tutto com’era e dov’era. L’anima dei luoghi non si può cancellare”. Ma è l’idea di ricostruzione di Piano che mi convince, quel “cantiere leggero” per superare la prima fase, con strutture in legno da realizzare in poco tempo e per poco tempo: poi il terreno occupato deve ritornare al suo stato originario e la ricostruzione vera deve riguardare i borghi rasi al suolo dal terremoto.

Questo governo ha avviato importanti riforme e ora può mettere la prima pietra anche in un grande programma di messa in sicurezza dell’Italia. Un processo che deve essere accompagnato da misure di sostegno e incentivazione economica per i privati, come quelle previste per la  promozione delle energie rinnovabili e del risparmio energetico. Come ha suggerito Renzo Piano, dopo gli Ecobonus si facciano i Casabonus. Sono d’accordo. Il progetto Casa Italia è strategico per il nostro futuro, per la definitiva messa in sicurezza sismica ed idrogeologica del nostro paese. Un progetto che deve vedere impegnate le migliori energie e competenze, come il Rettore del Politecnico di Milano, indicato proprio oggi dal premier Renzi per guidare Casa Italia.

(02/09/2016)