VERSO LA PARITA’ DI GENERE


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Il Settantesimo anniversario del voto alle donne. Da qui, lunedì 18 luglio alla Festa Democratica de L’Unità di Cesena, siamo partite per affrontare il tema della partecipazione femminile alla vita pubblica. Il percorso della cittadinanza delle donne italiane coincide in modo significativo con l’evoluzione sociale, economica, politica del nostro Paese.

Se guardiamo alle statistiche ufficiali c’è poco da sorridere. L’Italia è al terzultimo posto in Europa per il tasso di occupazione femminile e all’ultimo per tasso di natalità: lavoro, possibilità di carriera per le donne e conciliazione della vita familiare con quella lavorativa, sono tutti temi che influenzano la natalità nel nostro Paese. Se una donna si sente autonoma, se può contare su proprie risorse economiche e può realizzarsi professionalmente, allora più facilmente può nascere un progetto che porta alla maternità.

C’è ancora tanto da fare, ma in questa legislatura abbiamo spinto sull’acceleratore e nella Legge di stabilità abbiamo approvato importanti novità di welfare aziendale che possono conciliare la vita professionale e quella privata (clicca qui per leggere la scheda). Di welfare aziendale ha parlato anche l’imprenditrice Roberta Alessandri che ci ha raccontato la sua esperienza. Roberta guida un’azienda con 19 dipendenti, tutte donne, e ha adottato una particolare sensibilità, calibrata sulle esigenze delle proprie collaboratrici. Per esempio cambia gli orari di lavoro in relazione all’anno scolastico, permettendo alle dipendenti di gestire al meglio i figli a scuola.

Dal primo voto delle donne in Italia ad oggi di passi in avanti ne sono stati fatti tanti. La giornalista Serena Dellamore, che ha moderato l’incontro, ha ricordato dieci leggi che hanno cambiato la vita alle donne italiane: il diritto di voto nel 1945, il divieto di licenziamento per matrimonio o maternità (1963), l’accesso alle professione pubbliche (1963), la legge sul divorzio del 1970, la riforma del diritto di famiglia (1975), la legge sull’aborto (1978), la cancellazione del delitto d’onore e matrimonio riparatore (1981), le pari opportunità nel lavoro (2010), le quote rosa nella aziende (2011) e la legge contro la violenza sulle donne (2013).

Occorre prendere consapevolezza di questo percorso perché, sulla base delle conquiste fondamentali e degli sforzi fatti per ottenerle, si gioca anche il nostro futuro, dove l’obiettivo rimane quello di rimuovere le discriminazioni e sancire la parità. Grandi donne hanno permesso tutto questo, e Maria Laura Moretti, segretaria del Movimento Federalista Europeo di Cesena, per esempio ha ricordato Ursula Hirschmann, a cui la sezione dell’Mfe locale è dedicata.

La battaglia sul diritto di voto aprì la strada a una stagione di conquiste e di durissime lotte, che coinvolsero anche il movimento sindacale. Antonietta Aloisi (Cisl) durante l’incontro ha proprio parlato dell’impegno del sindacato per contrastare le disparità e le discriminazioni, anche a livello retributivo. Una realtà che viviamo ancora oggi, non dettata da atti formali, ma da circostanze che condizionano ancora pesantemente le opportunità economiche e di carriera delle donne. E poi conosciamo bene la mancanza di condivisione delle responsabilità domestiche e pubbliche tra donne e uomini.

Disparità che, come ha ricordato Alessia Jambice, esistono anche nel mondo universitario, dove c’è un accesso inferiore alle facoltà tecnico-scientifiche da parte delle ragazze. Le donne si laureano di più e meglio degli uomini (anche l’ultimo rapporto di Almalaurea conferma questo trend), ma poi c’è ancora una marcata differenza nei percorsi di studio che poi portano a disparità occupazionali e di carriera.

Le diseguaglianze sono purtroppo ancora evidenti. Per questo incontri come quello di lunedì 18 luglio servono: momenti di confronto che rafforzano la condivisione di un impegno a raggiungere una piena parità di genere il più presto possibile.

(25/07/2016)