REFERENDUM COSTITUZIONALE, VENERDI’ 18 LUIGI ZANDA A CESENA


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Il referendum del 4 dicembre si avvicina. Occorre informare e far conoscere la riforma costituzionale per favorire l’espressione di un voto il più possibile ragionato e consapevole.
Per questo sono importanti le tante iniziative diffuse sul territorio, per incontrare le cittadine ed i cittadini e confrontarsi sulle ragioni del sì.
Giovedì 17 novembre sarò all’incontro promosso dal Comitato per il Sì del quartiere Fiorenzuola, mentre parteciperò a Gambettola a un’analoga serata il 28 novembre.
Venerdì 18 novembre, invece, a Cesena parleremo delle ragioni del Sì con Luigi Zanda, presidente del Gruppo Pd al Senato. Un incontro – appuntamento alle 20,45 nella Sala Cacciaguerra (viale Bovio, 72) – che ho fortemente voluto per portare in città uno dei più autorevoli esponenti del nostro partito per una serata dedicata ad approfondire i contenuti della riforma.

Il 4 dicembre le italiane e gli italiani hanno la possibilità di scegliere la strada di un Paese più moderno. E questo referendum è un’occasione irripetibile.
Occorre ribadirlo, i valori e i fondamenti della Costituzione non vengono minimamente toccati. Solo la Parte seconda è al centro della revisione costituzionale, una manutenzione ritenuta necessaria pressochè da tutti e sulla quale si discute da molto tempo.
Con il Si al Referendum l’Italia cesserà di essere l’unico Paese europeo ad avere un Parlamento composto da due camere eguali, con gli stessi poteri e praticamente la stessa composizione.

Se vincerà il Sì l’iter legislativo sarà più veloce, con una chiara suddivisione dei compiti tra i rami del Parlamento. Tranne che per alcune limitate materie, è previsto che sia la Camera ad approvare le leggi mentre il Senato avrà al massimo 40 giorni per discutere e proporre modifiche, su cui poi la Camera esprimerà la decisione finale. Ovviamente più velocità non significa “più leggi”, ma risposte più tempestive da un Parlamento più efficente.

Gli elementi principali della riforma costituzionale sono:

  • Superamento del bicameralismo perfettamente paritario
  • Riduzione del numero dei senatori e taglio delle spese
  • Revisione della suddivisione delle competenze tra Stato e Regioni
  • Abolizione del riferimento alle Province in Costituzione e soppressione del Cnel
  • Rafforzamento degli istituti di partecipazione popolare (referendum e iniziativa legislativa)
  • Disposizioni in tema di parità ed equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza

(15/11/2016)